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Non è affatto vero che le istituzioni in questi ultimi anni non si sono occupate del mondo del gioco pubblico, anzi! Se ne sono occupate “ed anche troppo” se si vuole guardare a tutti gli aumenti di tassazione che nell’ultimo quinquennio si sono applicati al settore ludico, special modo al segmento delle apparecchiature da intrattenimento, quelle preferite sia per gli aumenti che per le norme restrittive: quindi, i vari Esecutivi che si sono susseguiti hanno senz’altro provato molto interesse per questo mondo così effimero ed immorale, come di consueto viene appellato il comparto del gioco, compresi i siti migliori di casino on line, da un certo schieramento politico. Infatti, i vari aumenti si sono puntualmente presentati uno dietro l’altro, ma nessuna mossa invece è stata messa in campo per l’interesse primario che avrebbe dovuto essere il riordino nazionale dei giochi che è sempre più urgente e si dimostra oggi indispensabile. Ma dopo il lockdown inverosimile cui sono state sottoposte le attività ludiche qualcosa è cambiato, ci sono degli approcci diversi tra le istituzioni e questo mondo, approcci che possono davvero far ben sperare in un suo riordino, finalmente.

Quindi, dopo l’evolversi di quattro Governi, oggi, insieme ai cambiamenti della vita quotidiana e della nostra economia, si possono anche notare sviluppi positivi della politica nei riguardi del settore ludico, dopo un lungo periodo di latitanza e di “assenteismo istituzionale” che, se perdurasse, potrebbe davvero portare l’intero settore al disastro. Ma oggi pare che l’attuale Esecutivo non voglia arrivare con il gioco pubblico “alle estreme conseguenze”: infatti, oltre ad interessarsi del comparto “personalmente”, con il Ministero dell’Economia che sottopone il nome di Pier Paolo Baretta, come figura perfetta per riordinare davvero tutto il settore che già ben conosce, si vede anche l’intervento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che sembra voler rivoluzionare completamente i suoi rapporti nel trattare la materia del gioco. Forse anche perché ha ricevuto dallo Stato centrale più poteri, meglio descritti e dettagliati, per cercare di sburocratizzare le operazioni degli addetti ai lavori del gioco, sopratutto quando devono presentare qualche richiesta.

Questo è un chiaro indizio che la musica è cambiata e che si “vuole suonarla meglio”: e questa volta persino negli interessi proprio della stessa industria del gioco per farla risorgere e ripartire a pieno ritmo. Con tanta voglia di offrire più giochi competitivi, più adatti alle esigenze del nuovo popolo dei giocatori post-lockdown, più tutelati ed anche persino più accattivanti, dovendo persino competere con le offerte illegali del gioco d’azzardo che, purtroppo, proseguono ad esistere sul territorio e continuano a fare massima concorrenza con il gioco lecito, protetto dallo Stato e dalle sue concessioni: od almeno che così dovrebbe essere. Non bisogna dimenticare, oltre tutto, che era parecchio tempo che i rapporti di collaborazione, e di fiducia, tra Governo ed Agenzia non esistevano più, cosa che rendeva le cose sempre più difficili, lunghe e persino a volte incomprensibili. Vi era un dialogo ridottissimo dove il Governo quasi “imponeva all’Agenzia analisi tecniche per affrontare decisioni già prese”: un rapporto praticamente unidirezionale dove assolutamente non venivano rispettati i ruoli.

La riprova di questo indizio di apertura si può riscontrare nella presenza del Premier Conte, del Ministro dell’Economia nonché del Presidente del Senato alla presentazione annuale del Libro Blu, redatto proprio da ADM e che fa un quadro completo del gioco d’azzardo legale in Italia, con i migliori bonus dei casino legali inclusi, sia per la raccolta, la spesa, le vincite e gli incassi erariali: presenza ad oggi mai concretizzata. Dunque, i rapporti sono stati ristabiliti insieme al confronto e, proprio per questo, si vuole pensare ad un cambio di marcia che si vuole effettuare nei confronti del settore ludico: cosa sottolineata peraltro da una dichiarazione del Direttore Generale di ADM in un’intervista appena rilasciata e che ha voluto evidenziare proprio tale cambiamento di approcci al gioco da ritenersi estremamente propositivi per il futuro immediato di tutto il settore. Dopo questo “primo indizio”, si vuole anche vedere positivo nel Decreto di Agosto dove sono state inserite, a sorpresa, una serie di misure riguardanti i giochi: l’argomento delle ticket redemption, per esempio che si trascinava da anni e che aveva messo le imprese del segmento in enorme difficoltà da tempo.

Ma il segnale più importante che può dare veramente speranza a tutta l’industria del gioco pubblico è, senza dubbio, la riassegnazione della delega ai giochi al sottosegretario Pier Paolo Baretta. Si è già scritto molto su questo poiché non può che riempire di gioia la notizia che una figura così già a conoscenza delle problematiche del gioco possa magari ripartire dal lavoro imponente effettuato in Conferenza Unificata nel 2017. Lavoro che aveva raggiunto la famosa intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali e che ripreso in mano, ripartendo da quel risultato ed aggiornandolo alle esigenze attuali, potrebbe far arrivare finalmente a quell’agognato riordino nazionale del settore dei giochi. E ciò per porre fine alle schermaglie territoriali che per anni hanno tormentato questo mercato, già complicato e delicato, e schermaglie che hanno impedito alle attività legali di poter compiere i propri percorsi commerciali con tranquillità.

La persona del sottosegretario Baretta appare come un “miraggio” per tutti gli operatori che hanno in lui profonda stima e che nutrono la speranza che davvero si possa arrivare concretamente al riordino nazionale, diventato sempre più indispensabile. Anche guardando con un occhio di riguardo all’emanazione dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni che, onestamente, prima o poi si dovranno fare ma che necessitano inevitabilmente della stesura del riordino nazionale che metta fine alla ormai obsoleta “Questione Territoriale” prima di essere ufficializzati, come anticipato e sottolineato dal Consiglio di Stato qualche tempo fa. Proprio gli interventi e le pronunce del Consiglio di Stato comproverebbero questo “cambiamento in corso” dell’approccio della politica nei confronti del settore ludico e sarebbero da considerarsi persino una sorta di volano attorno al quale si potrebbe davvero pensare alla nascita del riordino nazionale del gioco e ad una Legge Quadro che specifichi con esattezza tutti i rapporti tra istituzioni e mondo del gioco pubblico.

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