I migliori casino online italiani legali e tutti i siti di gioco d'azzardo sicuri. I modi per gicoare al casinò su internet

Casino Online e gioco d’azzardo: Devono essere rinnovati


Visto e considerato che l’intesa intervenuta in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali in questi ultimi giorni è un argomento che attira attenzione per quanto riguarda la riforma del gioco pubblico, si “deve” continuare a parlarne per cercare sopratutto di capire quale davvero sia l’indirizzo e la volontà politica dell’Esecutivo Giallo-Rosso e se, per puro caso, il suo pensiero sia esattamente quello dei suoi predecessori: l’assoluta latitanza di decisioni e di interventi nel settore ludico per “paura” di perdere consensi elettorali, “fregandosene altamente” dei risvolti economici di tutta l’industria del gioco che, comunque, a mezzo dei suoi concessionari rappresenta lo Stato ed i suoi prodotti di gioco. Si gira sempre attorno a questo argomento: lo Stato che rilascia le concessioni agli ignari operatori che pensano di essere protetti e tutelati, ma Stato che poi consente alle Regioni di agire e mettere in campo norme così restrittive, ed esclusivamente destinate al gioco legale, che a volte lo costringono a chiudere le proprie aziende quando addirittura ad espellerlo dal proprio territorio di competenza.

La storia si ripete ormai da anni: ed ancora oggi l’Esecutivo si trova nella condizione di non decidere alcunché se non almeno la nomina del sottosegretario con delega ai giochi ed ai nuovi casino online in Italia Pier Paolo Baretta che a volte sembra essere uno “specchietto per le allodole”. Una sorta di contentino per placare gli animi e per prendere ancora tempo per decidere “quel qualcosa” che ponga fine alla situazione disastrosa del gioco ed al rischio che il settore venga anche “invaso” dalla problematica della disoccupazione, argomento che dovrebbe essere prioritario. Il tempo storico attuale è abbastanza complicato, difficile ed incerto che inserire altri problemi a quelli che già ci ha “gentilmente regalato” l’emergenza Coronavirus non sembra proprio una bella decisione politica. Ma da qualche anno non vi è alcun dubbio che quando si parla del mondo dei giochi è come parlare di una ”nota stonata” nell’insieme di una bell’opera: una “nota dolente” che rovina tutto il meraviglioso insieme che la contorna.

Purtroppo, come raffronto ci potrebbe anche stare: peccato, però, che di “meraviglioso insieme” la nostra attuale politica, ma anche quella che si trascina nei banchi parlamentari dai Governi precedenti, non si possa parlare con euforia o soddisfazione. Infatti, questa situazione precaria del gioco pubblico risale ancor prima del 2017 quando la “Questione Territoriale” teneva già banco e dove è stata affrontata appunto in Conferenza Unificata, discussa e concordata, sino ad arrivare alla stesura dell’intesa sottoscritta da tutte le Regioni che lasciava presagire, in quel preciso momento, la possibilità di arrivare ad una ristrutturazione di tutto il settore dei giochi. Peccato, poi, che qualcuno non ha fatto scattare il relativo decreto attuativo, così questo accordo “legalmente” non esiste. Poi c’è anche quel Giudice che gli dà forza giurisprudenziale e qualche altro, invece, non la ravvisa: quando non accade addirittura che lo stesso Giudice, in altro contesto territoriale, non vada ad esprimersi in modo contraddittorio, come accaduto recentemente con il Consiglio di Stato.

Quello che necessita al gioco pubblico ed ai casino mobile per telefonini cellulari e tablet, anche se allo Stato centrale quando si parla di questo argomento pare gli venga l’orticaria, è un sistema di regole certe e definitive da applicare all’intero settore e su tutto il territorio nazionale. Special modo oggi quando il gioco pubblico potrebbe essere un valido e robusto sostegno per “puntellare” la ripartenza della nostra economia: bisognerà vedere se questa “nota dolente e stonata” del gioco possa essere invece percepita bene dall’Esecutivo che oggi ha la necessità di raccogliere i maggiori introiti per poter riorganizzare le forze del Paese! La voglia politica di voler usufruire, ancora e come sempre, delle forze del gioco pubblico bisognerà vedere se prevarrà su quell’ipocrita e vecchia considerazione di immoralità che un certo schieramento politico nutre nei confronti del settore e che ha spinto sopratutto gli ultimi due Esecutivi “a quattro mani” ad osteggiare il mondo dei giochi con un silente comportamento di assoluto e completo disinteresse.

Questa ideologica interpretazione politica dell’industria del gioco appare alquanto obsoleta ed anche un “tantino assurda” considerando che gli introiti che il gioco pubblico potrebbe ritornare a riversare nelle casse erariali quando si riterrà di riformare il settore sarebbero indispensabili per l’economia del nuovo Sistema Italia e l’Esecutivo Giallo-Rosso dovrà assumersi la responsabilità, e questa volta non c’è scampo, di dichiarare una volta per tutte che il bilancio dello Stato ne può fare a meno, e quindi rinunciarvi definitivamente. Sarebbe, senza ombra di dubbio, più apprezzabile che si arrivi a “bandire il gioco d’azzardo” con un atteggiamento proibizionistico e senz’altro discutibile ma coerente, piuttosto che continuare a “fare melina” e non prendere decisioni. D’altra parte come ricordare che quando l’Esecutivo vuole fortemente una cosa, ci arriva in men che non si dica, come è accaduto con il Decreto Dignità ed il divieto di pubblicità ai giochi ed alle scommesse che vi ha incluso. Nessuno si aspettava un provvedimento del genere con una velocità simile!

Quindi, “volere è potere” come si suole dire: bisognerà vedere, quale sarà l’attuale volere politico e cosa uscirà dal “cilindro di questo Governo” che ogni tanto ci mette di fronte a qualche improvvisazione sconcertante nei suoi innumerevoli decreti e provvedimenti. Vedremo se ancora oggi l’idea di affrontare davvero la riforma del gioco si ammanterà ancora di quella base ideologica, e non certo politica, che potrebbe ”sistemare” una parte del bilancio dello Stato. Ormai, è piuttosto evidente che se si paleserà questa volta veramente, la volontà sulla gestione del gioco pubblico l’Esecutivo ha a sua disposizione tutti gli strumenti per arrivare finalmente al riordino nazionale. Come è da ritenersi disponibile quella famosa intesa sottoscritta in Conferenza Unificata nel 2017 dalla quale ripartire, essendo da considerarsi come un pilastro sul quale basare tutto il riordino del mondo dei giochi e che non dovrebbe alla fine trovare tanti ostacoli sul proprio cammino. Il “piccolo problema” che si troverà davanti è il conoscere se finalmente il pensiero politico ed economico dell’attuale Esecutivo prevarrà sull’ipocrisia, sull’ideologia e sulla falsa moralità che sino ad ora hanno condizionato il suo “fare”.

I casino online rendono bene allo stato italiano


Era evidente che dopo il periodo vacanziero si facessero dei bilanci dei vari settori che vanno da gennaio a luglio 2020 e che comprendono, quindi, tutti i mesi dell’emergenza sanitaria sino ad arrivare alla ripartenza (se così si può dire) dell’economia nazionale con la riapertura delle varie attività: ovviamente comprese quelle del mondo del gioco che sono portatrici di parecchi introiti per le casse erariali, da sempre. Sempre ma in passato, si vorrebbe sottolineare, perché oggi il momento storico che il nostro Paese, come tante altre realtà territoriali purtroppo, sta passando lo ha portato a confrontarsi con una percentuale in “sprofondo” calo di quasi il 43% per quanto riguarda proprio gli introiti provenienti dal gioco pubblico, compresi i migliori siti sicuri di casino, se rapportati a quelli dello stesso periodo dello scorso anno. E ci sarebbe senz’altro da preoccuparsi, ed anche non poco: dato che da una parte fa sottintendere come può essere stata “disagiata” questa prima parte del 2020 la vita commerciale delle imprese di gioco e dall’altra che “impegnativo contraccolpo economico” hanno avuto le casse dello Stato!

Chissà, quindi, se almeno queste cifre, in relazione alle quali l’Erario e lo Stato centrale si sono sempre dimostrati alquanto sensibili, smuoverà in quest’ultimo la “voglia” di provvedere finalmente al riordino nazionale dell’intero settore dei giochi per far ritornare il gioco pubblico quella potenza economica di qualche anno fa e che provvedeva con i suoi introiti a “sanare” parecchi buchi nei diversi bilanci dello Stato. Se l’Esecutivo Giallo-Rosso non provvederà con urgenza a fronteggiare queste carenze erariali non si vede cos’altro potrebbe succedere per smuovere le decisioni che riguardano il settore ludico: decisioni che lo stesso Esecutivo insiste nel non affrontare, seppur a questo punto risulti tangibilmente toccato nel proprio “portafoglio”. Un quasi -43% degli introiti erariali sarebbe, senza ombra di dubbio, un valido incentivo a muoversi per qualsivoglia Autorità, ma forse non per quella che gestisce il nostro Paese che ogni volta che si parla di gioco pubblico si “adombra”… e vede “rosso”.

Ma è evidente che dalla lettura del bollettino delle entrate tributarie pubblicato dal MEF, e che riporta questo “dato assolutamente di peso” dovuto alle mancata entrate dai giochi, dimostra chiaramente un contraccolpo notevole per le casse dello Stato: le entrate per i primi sette mesi di questo benedetto 2020 ammontano soltanto a 5.191 milioni di euro e rappresentano un saldo negativo di ben 3.865 milioni di euro. Chi ancora ci legge sa che “non ci piace” dare di consueto dati e cifre dettagliati perché “annoiano” generalmente il lettore, ma questo è un dato rilevante sul quale lo Stato centrale è chiamato a riflettere e, sopratutto, ad intraprendere volontà, una volta per tutte, sul riordino del settore ludico se non si vuole che la situazione degeneri e che si prospetti una chiusura d’anno ancora peggiore del bilancio dei primi sette mesi. E non è senza dubbio soltanto il gioco pubblico che va male, ma è il gioco pubblico quello sul quale gli Esecutivi di turno si sono sempre, negli anni, appoggiati usufruendo a piene mani degli introiti che il settore riusciva a riversare nelle casse erariali, e pure senza tanta fatica.

Risulterebbe, quindi, doveroso un intervento urgente dell’attuale Esecutivo per mettere in moto, finalmente si oserebbe dire, la costruzione di questo benedetto riordino nazionale, anche dei siti italiani per scommettere sullo sport, che avrebbe lo scopo, prima di tutto, di mettere la legalità di nuovo “al posto che le spetta”, consegnando alle imprese quel potere legale che dovrebbero già avere, essendo in possesso di una concessione statale che oggi, purtroppo, a causa di tutte le norme restrittive che le Regioni e gli Enti Locali hanno messo in essere, non riescono a far valere. E poi il già famigerato riordino nazionale risolverebbe l’annosa “Questione Territoriale” che impedisce, come ha suggerito anche il Consiglio di Stato, di mettere in atto i bandi per il rinnovo delle concessioni. Insomma innescherebbe una sorta di spirale dove, però, alla fine ci si ritroverebbe con un mercato legale del gioco fiorente quasi come un tempo e, sopratutto, sostenibile: compatibilmente con la pandemìa e con gli eventuali sviluppi o ritorni che la stessa potrebbe presentare.

Anche questa cosa sarebbe da non sottovalutare assolutamente come è stato fatto, purtroppo, all’inizio dell’emergenza non essendo stata acquisita in questo senso alcuna esperienza da parte della nostra classe politica, e non solo di quella italiana: tutti gli Stati sono stati sorpresi da questo evento inimmaginabile e, quindi, assolutamente imprevisto. Ma è chiaro che sia il dato relativo al mancato introito dei proventi dal gioco pubblico va a sommarsi a tutti gli altri mancati incassi relativi agli altri movimenti economici consueti che, durante l’emergenza e dopo i decreti istituzionali sono stati spostati in altra data e che andranno ad entrare nelle casse dello Stato successivamente, nei prossimi mesi: le mancate entrate sono state influenzate senz’altro dal Decreto “Cura Italia” che aveva già sospeso i termini per il versamento delle tasse tributarie ed extra-tributarie relative alle cartelle di pagamento emesse nel secondo trimestre 2020 e prorogate alla fine di agosto ed ancora spostate sino alla metà di ottobre.

Tale decreto aveva in realtà bloccato tutto quello che riguardava i pagamenti delle varie cartelle esattoriali ed altri diversi pagamenti che, in pratica, sono slittati alla fine del prossimo mese di novembre. Periodo nel quale, almeno sulla carta, dovrebbe rientrare tutto nella normalità a livello erariale anche per quello che riguarda le imprese in generale e comprese anche quelle del mondo dei giochi: sempre ammesso che le aziende riprenderanno i loro percorsi con tranquillità, cosa che al momento non appare così “scorrevole” o pronosticabile facilmente. E cosa che lascia aperti tanti interrogativi su quello che sarà il futuro della nostra economia e dei nostri mercati. É fin troppo chiaro che l’evolversi o lo stazionamento della situazione emergenziale giocherà inevitabilmente un ruolo essenziale nel futuro delle economie di tutto il Pianeta e tutti dovranno fare, purtroppo, i conti con questo: non solo le casse erariali del nostro bel Paese!

Tutti i casino online devono essere migliorati


Non è affatto vero che le istituzioni in questi ultimi anni non si sono occupate del mondo del gioco pubblico, anzi! Se ne sono occupate “ed anche troppo” se si vuole guardare a tutti gli aumenti di tassazione che nell’ultimo quinquennio si sono applicati al settore ludico, special modo al segmento delle apparecchiature da intrattenimento, quelle preferite sia per gli aumenti che per le norme restrittive: quindi, i vari Esecutivi che si sono susseguiti hanno senz’altro provato molto interesse per questo mondo così effimero ed immorale, come di consueto viene appellato il comparto del gioco, compresi i siti migliori di casino on line, da un certo schieramento politico. Infatti, i vari aumenti si sono puntualmente presentati uno dietro l’altro, ma nessuna mossa invece è stata messa in campo per l’interesse primario che avrebbe dovuto essere il riordino nazionale dei giochi che è sempre più urgente e si dimostra oggi indispensabile. Ma dopo il lockdown inverosimile cui sono state sottoposte le attività ludiche qualcosa è cambiato, ci sono degli approcci diversi tra le istituzioni e questo mondo, approcci che possono davvero far ben sperare in un suo riordino, finalmente.

Quindi, dopo l’evolversi di quattro Governi, oggi, insieme ai cambiamenti della vita quotidiana e della nostra economia, si possono anche notare sviluppi positivi della politica nei riguardi del settore ludico, dopo un lungo periodo di latitanza e di “assenteismo istituzionale” che, se perdurasse, potrebbe davvero portare l’intero settore al disastro. Ma oggi pare che l’attuale Esecutivo non voglia arrivare con il gioco pubblico “alle estreme conseguenze”: infatti, oltre ad interessarsi del comparto “personalmente”, con il Ministero dell’Economia che sottopone il nome di Pier Paolo Baretta, come figura perfetta per riordinare davvero tutto il settore che già ben conosce, si vede anche l’intervento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che sembra voler rivoluzionare completamente i suoi rapporti nel trattare la materia del gioco. Forse anche perché ha ricevuto dallo Stato centrale più poteri, meglio descritti e dettagliati, per cercare di sburocratizzare le operazioni degli addetti ai lavori del gioco, sopratutto quando devono presentare qualche richiesta.

Questo è un chiaro indizio che la musica è cambiata e che si “vuole suonarla meglio”: e questa volta persino negli interessi proprio della stessa industria del gioco per farla risorgere e ripartire a pieno ritmo. Con tanta voglia di offrire più giochi competitivi, più adatti alle esigenze del nuovo popolo dei giocatori post-lockdown, più tutelati ed anche persino più accattivanti, dovendo persino competere con le offerte illegali del gioco d’azzardo che, purtroppo, proseguono ad esistere sul territorio e continuano a fare massima concorrenza con il gioco lecito, protetto dallo Stato e dalle sue concessioni: od almeno che così dovrebbe essere. Non bisogna dimenticare, oltre tutto, che era parecchio tempo che i rapporti di collaborazione, e di fiducia, tra Governo ed Agenzia non esistevano più, cosa che rendeva le cose sempre più difficili, lunghe e persino a volte incomprensibili. Vi era un dialogo ridottissimo dove il Governo quasi “imponeva all’Agenzia analisi tecniche per affrontare decisioni già prese”: un rapporto praticamente unidirezionale dove assolutamente non venivano rispettati i ruoli.

La riprova di questo indizio di apertura si può riscontrare nella presenza del Premier Conte, del Ministro dell’Economia nonché del Presidente del Senato alla presentazione annuale del Libro Blu, redatto proprio da ADM e che fa un quadro completo del gioco d’azzardo legale in Italia, con i migliori bonus dei casino legali inclusi, sia per la raccolta, la spesa, le vincite e gli incassi erariali: presenza ad oggi mai concretizzata. Dunque, i rapporti sono stati ristabiliti insieme al confronto e, proprio per questo, si vuole pensare ad un cambio di marcia che si vuole effettuare nei confronti del settore ludico: cosa sottolineata peraltro da una dichiarazione del Direttore Generale di ADM in un’intervista appena rilasciata e che ha voluto evidenziare proprio tale cambiamento di approcci al gioco da ritenersi estremamente propositivi per il futuro immediato di tutto il settore. Dopo questo “primo indizio”, si vuole anche vedere positivo nel Decreto di Agosto dove sono state inserite, a sorpresa, una serie di misure riguardanti i giochi: l’argomento delle ticket redemption, per esempio che si trascinava da anni e che aveva messo le imprese del segmento in enorme difficoltà da tempo.

Ma il segnale più importante che può dare veramente speranza a tutta l’industria del gioco pubblico è, senza dubbio, la riassegnazione della delega ai giochi al sottosegretario Pier Paolo Baretta. Si è già scritto molto su questo poiché non può che riempire di gioia la notizia che una figura così già a conoscenza delle problematiche del gioco possa magari ripartire dal lavoro imponente effettuato in Conferenza Unificata nel 2017. Lavoro che aveva raggiunto la famosa intesa tra Stato, Regioni ed Enti Locali e che ripreso in mano, ripartendo da quel risultato ed aggiornandolo alle esigenze attuali, potrebbe far arrivare finalmente a quell’agognato riordino nazionale del settore dei giochi. E ciò per porre fine alle schermaglie territoriali che per anni hanno tormentato questo mercato, già complicato e delicato, e schermaglie che hanno impedito alle attività legali di poter compiere i propri percorsi commerciali con tranquillità.

La persona del sottosegretario Baretta appare come un “miraggio” per tutti gli operatori che hanno in lui profonda stima e che nutrono la speranza che davvero si possa arrivare concretamente al riordino nazionale, diventato sempre più indispensabile. Anche guardando con un occhio di riguardo all’emanazione dei bandi di gara per il rinnovo delle concessioni che, onestamente, prima o poi si dovranno fare ma che necessitano inevitabilmente della stesura del riordino nazionale che metta fine alla ormai obsoleta “Questione Territoriale” prima di essere ufficializzati, come anticipato e sottolineato dal Consiglio di Stato qualche tempo fa. Proprio gli interventi e le pronunce del Consiglio di Stato comproverebbero questo “cambiamento in corso” dell’approccio della politica nei confronti del settore ludico e sarebbero da considerarsi persino una sorta di volano attorno al quale si potrebbe davvero pensare alla nascita del riordino nazionale del gioco e ad una Legge Quadro che specifichi con esattezza tutti i rapporti tra istituzioni e mondo del gioco pubblico.

Interventi della commissione europea sul gioco d’azzardo


gioco nella commissione europea

Severamente, ma anche con un occhio al futuro globale del mondo del gioco d’azzardo, la Commissione Europea interviene per esprimere il suo parere sulle varie regolamentazioni che vengono sottoposte ed in questi giorni ha dato l’ok al progetto di legge concernente l’esercizio dell’attività degli imprenditori nel settore delle scommesse e dei casino online per android a Salisburgo: il testo, infatti, aveva subito delle modifiche sostanziali tanto da rendersi necessaria una nuova notifica.

Le principali innovazioni intervenute in questo comparto delle scommesse rispetto allo stato giuridico in essere ai sensi della legge del 1994 sugli allibratori, si possono così concretizzare: l’inclusione nel campo di applicazione della legge degli intermediari di scommesse tramite internet, la disciplina esauriente delle prescrizioni di esercizio e degli obblighi degli imprenditori del settore scommesse, la nuova displina dei poteri delle Autorità connessi alla vigilanza sulle attività degli imprenditori in questo settore e l’accettazione di una delega delle Autorità alla trasmissione di dati in linea con la legge del 2000 sulla protezione degli stessi.

In merito, poi, ai terminali delle scommesse vengono introdotte altre regolamentazioni: consenso di impiantare o mettere in esercizio soltanto terminali che si possano mettere in funzione con una tessera (leggesi tessera cliente delle scommesse) che permettano esclusivamente la conclusione o l’intermediazione di scommesse consentite e non permettano l’utilizzo contemporaneo di più di una persona, non dispongano di caratteristiche che consentano la conclusione di una scommessa con uno strumento differente da quello del terminale, e che siano muniti di un numero di matricola e siano salvaguardati dalla perdita di dati, in caso di interruzione della corrente, o dagli influssi elettromagnetici o provocati da onde radio.

Poi, un altro intervento della Commissione Europea si concretizza con una lettera indirizzata al Governo greco nel quale si richiede lo stop all’introduzione nei casino online legali delle Videolottery posto che esiste la mancanza di adeguate tutele per i giocatori. Questo è un intervento “forte” della Commissione e che “impone” la mancata introduzione di fatto delle Videolottery sul mercato greco. Secondo indiscrezioni la Commissione avrebbe provveduto ad inviare una missiva al Governo greco nella quale si chiede di bloccare il lancio di questi apparecchi di gioco da parte della società monopolista Opap.

Nella lettera inviata al Governo greco nello scorso mese di dicembre, viene spiegato come questo stop alle Vlt venga suggerito dalla Direzione Generale del Mercato Interno in quanto il progetto approvato dalla Commissione Giochi in Grecia “non conterrebbe né prevederebbe misure di protezione adeguate per i giocatori”. In realtà, sembrerebbe che questo progetto avviato alcuni anni fa, che prevede l’introduzione di 35.000 terminali sul territorio nazionale, aveva subito alcuni spostamenti a causa del forte dissesto politico e finanziario di quel Paese. Questo era coinciso tra l’altro appunto con la data di lancio della nuova tecnologia ed il tutto, quindi, aveva subito un rinvio assolutamente inevitabile. Ma sembrerebbe che, ad oggi, esisterebbe già in Grecia una rete di videolottery, oltretutto già operativa, che raccoglierebbe giocate in modo assolutamente illecito e questo con un giro di affari di circa un miliardo di euro e mancati incassi, per l’Erario, stimabili in circa 400 milioni di euro. L’intervento, di conseguenza, della Commissione Europea è, senza ombra di dubbio, assolutamente consono a questa situazione, ma principalmente non per quanto riguarda gli ingressi per l’Erario greco, quanto per la mancanza in queste apparecchiature da intrattenimento della tutela necessaria per i giocatori che sembra alquanto “aleatoria”.

Bologna: Una sala di gioco d’azzardo illegale


L’illegalità nel mondo del gioco d’azzardo è la vera piaga sociale che sta “allungando i suoi tentacoli” nel settore approfittando della carenza di normative nazionali che lasciano gli operatori leciti “soli” ed in balìa di questo “mercato non legale” che si sta insinuando prepotentemente prendendo sempre più piede e coinvolgendo sempre più giocatori alla ricerca di novità e “nuove sensazioni” che nel “mondo illegale” trovano. Gli operatori onesti, che sottostanno alle numerose leggi ed orpelli che “minano” la loro legale attività, sono veramente allo stremo e quando leggono che le Forze di Polizia operano incessantemente per dare sicurezza e controllare i punti “a rischio” non possono che trarne soddisfazione.

Così, quando si legge che a Bologna centro, una sala scommesse operava senza le regolari licenze, permessi e concessione dei Monopoli di Stato è stata sequestrata hanno “tirato un sospiro di sollievo” pensando che un altro “sleale concorrente” era “fuori gioco”. Questo giro di vite contro il gioco illegale servirà da monito a coloro che intendono iniziare un’attività illecita “beffandosi” di coloro che la propria attività la continuano nella legalità anche se questo “costa” sotto tutti i punti di vista. Quindi, Bologna ha una sala illegale in meno ed il titolare, ragazzo bolognese di 19 anni incensurato che non avendo permessi di alcun genere si appoggiava ad una società maltese verso la quale trasferiva le puntate, è proprio nei guai: sotto sigillo la sala ed anche i computer trovati.

Ricevere il bonus vip dai migliori casino online


I casino on-line Aams sono apprezzati perché mettono a disposizione tanti bonus e promozioni allettanti che attraggono l’attenzione di milioni di utenti ogni giorno. Uno di questi, ad esempio, riguarda il bonus vip. Si tratta di un’offerta promozionale riservata soltanto a coloro i quali si mostrano particolarmente alla piattaforma scelta in cui interagiscono nel tempo, producendo un volume di gioco piuttosto considerevole.

Di solito i bonus vip dei casino sono organizzati secondo dei piani promozionali articolati per livelli che possono essere scalati dallo scommettitore durante le proprie scommesse. Ad ogni scommessa corrispondono dei punti che possono essere cumulati. Ad ogni livello corrispondono diversi premi che si possono conseguire nel momento in cui viene raggiunta la soglia di punteggio utile per poterli ottenere.

In questo modo, l’utente, che raggiunge la soglia di punteggio utile, ha la possibilità di ottenere dei bonus reali, inviti ad eventi speciali, anche la possibilità di essere affiancato da una personal manager che ha il compito di orientare lo scommettitore verso le promozioni più allettanti e convenienti.

Lo scommettitore ha la possibilità di cumulare dei punti scommettendo a tutte le forme di intrattenimento disponibili nei ricchi palinsesti dei casino on-line Aams. I punti possono essere cumulati anche se si scommette dal proprio dispositivo mobile (Tablet, Smartphone, iPad, BlackBerry e tanto altro ancora) accedendo dallo stesso account che viene utilizzato per usufruire dei servizi di gioco offerti dalla piattaforma tradizionale.

Oltre ai programmi promozionali pensati per gli utenti vip, all’interno la piattaforma per il gambling on-line con licenza Aams vi sono anche altri bonus possono essere utilizzati per incrementare notevolmente le personali probabilità di portare a casa delle vincite degne di nota. Uno di questi, ad esempio, il bonus di benvenuto del 100% sul primo deposito che consente di raddoppiare il valore risorse versate sul proprio conto di gioco.

In questo modo si ha la possibilità di provare con soldi veri tanti giochi. Il bonus, per essere sbloccato, deve essere necessariamente messo in gioco tante volte per soddisfare i requisiti di scommessa che si applicano all’offerta promozionale. Ovviamente non tutti i giochi disponibili nel palinsesto contribuiscono allo stesso modo al soddisfacimento dei requisiti di scommessa, per tale ragione si consiglia di prendere visione dell’apposita tabella di contribuzione disponibile nella sezione dedicata alle offerte in corso sulla piattaforma di gioco.

Un’altra categoria di bonus, che va per la maggiore sul mercato del gioco a distanza regolato dalle norme dettate dall’Aams, è quella dei bonus senza deposito. L’accredito sul conto di gioco di tali bonus si può ottenere nel momento in cui il giocatore provvede ad effettuare la registrazione di un account all’interno della piattaforma scelta.

In media, il valore di tale incentivo al gioco varia da un minimo di 5 euro e può arrivare fino ad un massimo di 30 euro. Anche in questo caso bisogna tenere conto del fatto che vi sono dei requisiti di scommessa da rispettare che variano a seconda del casino scelto dallo scommettitore. Pertanto, prima di iniziare ad utilizzare il bonus, si consiglia sempre di prendere visione dei termini e condizioni dell’offerta.

Casino online e deposito bancario: deposita al casinò


Considerato che il gambling on-line ormai è un fenomeno alla portata di tutti, sono tante le modalità di pagamento presi in considerazione dalle società concessionarie in modo da soddisfare al massimo le esigenze di ognuno di essi. Oltre alle carte di credito, i principali portafogli virtuali, nella sezione dedicata alle modalità di pagamento, è disponibile anche uno strumento molto in uso tra gli utenti che hanno la necessità di eseguire pagamenti a distanza, ma anche di acquistare beni e servizi sulla rete, come il bonifico bancario.

Tale strumento è molto semplice da utilizzare, estremamente sicuro perché le informazioni personali del soggetto che trasferisce fondi non verranno mai conosciuti da terzi, né tanto meno dal destinatario del pagamento stesso.

L’utente, per effettuare il prelevamento delle eventuali vincite conseguite durante le scommesse dal proprio conto di gioco casino on-line Aams, attraverso il bonifico bancario, deve necessariamente essere titolare di un conto corrente presso un istituto credito o finanziario tra quelli presenti in tutto il territorio nazionale.

Se, invece, si intende ricaricare il proprio conto di gioco si può anche non disporre di un conto corrente, in quanto tale operazione può essere eseguita presso qualsiasi sportello bancario nazionale. Infatti, l’utente non dovrà fare altro che compilare l’apposito modulo consegnato dall’addetto, indicando il codice iban del destinatario del pagamento, la causale, l’importo trasferito.

Uno degli aspetti meno convenienti che deriva dall’utilizzo del bonifico bancario concerne i tempi di accredito. Queste, purtroppo, sono piuttosto lunghi che variano a seconda della politica adottata dall’istituto di credito dal quattro ai sei giorni lavorativi. Per cercare di risolvere questo problema, alcuni casino on-line Aams hanno deciso di rendere subito disponibili le somme trasferite tramite bonifico bancario da parte dei clienti più affezionati che prendono parte ai loro programmi promozionali per utenti vip.

Ovviamente tale beneficio è godibile solo se si riesce a raggiungere il livello utile per poterne fare richiesta. Più si gioca, più punti si accumulano e altrettanto agevolmente si arriva al livello di questo programma promozionale che consente di beneficiare dell’accredito delle somme trasferite con bonifico bancario nell’immediato.

Nei casino on-line bonifico bancario, gli utenti potranno anche di una vasta gamma di forme di intrattenimento capaci di soddisfare le esigenze anche di quella particolare categoria di giocatori che va ricerca di servizi sempre più innovativi e all’avanguardia.

Oltre ai classici Blackjack, Baccarat, Roulette (disponibili in più versioni molto innovative dal punto di vista tecnologico), gli utenti troveranno reperibili nei ricchi palinsesti di tali piattaforme di gioco anche tante forme di intrattenimento di ultima generazione, come i videopoker on-line, slot-machine dai tanti titoli molto fantasiosi e con risorse di gioco che facilitano la realizzazione di più combinazioni vincenti, Giochi Arcade e tanto altro.

Sono piuttosto allettanti anche le promozioni che assegnano dei bonus con e senza deposito (bonus di benvenuto, bonus senza deposito, bonus presenta un amico, bonus di compleanno, programmi promozionali per utenti vip, eccetera) che incrementano notevolmente le personali probabilità dello scommettitore di portare a casa dei premi in denaro di notevole valore.

Aperte a milano due nuove sale di gioco d’azzardo


Milano dovrà attendere ancora un po’ per avere altre due sale da gioco di cui il Comune di Milano ha bloccato l’apertura: Corso Garibaldi 49 e Via Bugatti 9. La prima in pieno centro e la seconda a pochi metri da Via dei Missaglia: il Comune di Milano Settore Urbanistica ne ha bloccato i lavori in quanto sembra che non sia stato dimostrato il rispetto della distanza di 500 metri dai “luoghi sensibili”. I proprietari delle due attività, quindi, non possono far altro che attenersi a queste disposizioni mentre il Comune di Milano è seriamente impegnato per bloccare l’apertura di nuove sale da gioco, ma certamente tutto è molto difficile e complicato dall’attuale sistema autorizzatorio. Certamente, il Governo dovrà esprimersi definitivamente e rendere vincolante il parere dei Comuni ed effidare alla Regione di modificare l’attuale normativa per renderla efficace.

La “guerra” per contrastare le nuove aperture delle sale da gioco in Lombardia e sopratutto a Milano esiste da tempo, ma secondo il Vice Sindaco di Milano la buona volontà e la capacità dell’Amministrazione comunale non bastano: serve che la Regione cambi la modalità di autorizzazione degli interventi introducendo l’obbligo del permesso di costruire al posto della semplice comunicazione unilaterale, solo così si potranno avere risultati effettivi. Questo il parere del Vice Sindaco De Cesaris che aggiunge che “dopo lo stop che il Comune per l’apertura di un’altra sala in Piazza Bolivar si sono presentati questi due nuovi provvedimenti costringendoci a rincorrere l’apertura delle sale quando ormai l’iter è avviato e quando manca poco all’apertura dell’esercizio”.

La delega fiscale sul gioco d’azzardo italiano


Tutto il mondo del gioco d’azzardo “pende dalle labbra” della Delega Fiscale, gli operatori e gli investitori stanno aspettando l’attuazione di quanto disposto dalla Delega relativamente alla ristrutturazione di tutto il comparto… ma devono ancora attendere. Il Vice Ministro dell’Economia, Luigi Casero, ha fornito la tempistica del riordino della materia dei giochi previsto ai sensi dell’art. 14 della Legge Delega, ed ha confermato che il tema dei giochi fa parte del secondo dei pacchetti di interventi previsti che verranno affrontati a luglio o massimo al prossimo settembre. Le attese di tutta la filiera che sperava in qualcosa di più “veloce” essendo con “l’acqua alla gola”.. devono quindi ancora aspettare.

Casero ha sottolineato che gli interventi sono mirati alla revisione del sistema di tassazione dei giochi pubblici, delle autorizzazioni e l’organizzazione ed il controllo delle concessioni. Questo sarà il primo dei “tanti” passi che si dovranno effettuare e per questo si dovrà cercare la collaborazione ed il coinvolgimento delle istituzioni locali e centrali e l’obbiettivo comune sarà la salvaguardia del sociale ed il contrasto alla criminalità. La riforma delle tassazioni, che tanto angoscia il settore, avrà degli step e si pone anch’essa obbiettivi ambiziosi, e sempre Casero comunica che “si potrà partire dall’autorizzazione unica per poi procedere con altri elementi”. Gli operatori attendono che vi sia anche una forma di “liberalizzazione” per ciò che concerne “le distanze” ed i “luoghi sensibili” che stanno diventando talmente tanti che proprio non si capisce “dove si possano effettivamente aprire le sale da gioco”.